La didattica a distanza sbarca a Nuoro

La didattica a distanza sbarca a Nuoro

Cosa vuole dire avere sangue freddo? Riuscire a mantenere la calma, in particolare nei momenti più difficili.
Quello che ci ha dimostrato in questo periodo difficile Nuoro, centro delle tre Scuole Civiche di musica della Sardegna: Chironi, Mea e Ogliastra. 
Abbiamo chiesto a Franca Carai com’è stato il passaggio dalla didattica frontale a quella a distanza, quali scelte hanno compiuto e quali strade percorribili vedono davanti a loro.

“Giusto per dare due numeri”, ci dice, “tra Nuoro e Siniscola abbiamo circa 25 professori e 400 allievi, con i quali abbiamo cercato di non rompere lo splendido rapporto che si era venuto a creare in questi 3 anni di attività”. Ed infatti, non si sono persi d’animo nemmeno un secondo e si sono velocemente preparati ad evolversi. 
Passo numero uno: trovare un modo per continuare le lezioni.

      Come fare a spostarsi sulla rete?

Ottenuta la liberatoria a nome dei Comuni grazie alla quale la lezione fisica poteva venire sostituita a tutti gli effetti da quella online, la nuova sfida da affrontare è stata la scelta della piattaforma utilizzare. Così mentre noi in Doc studiavamo le varie possibilità presenti sul mercato, cercando una proposta che rispondesse il più possibile alle necessità delle Scuole, nel frattempo Nuoro si è scontrata con una verità troppo spesso dimenticata: le lezioni online sono sì una grandissima risorsa, a patto però di avere internet.

E quindi, purtroppo, la Scuola di Ogliastra, vista la sua posizione montana difficile da coprire con una rete internet stabile, ha dovuto rinunciare al progetto della didattica a distanza. Una sconfitta? No, perché, utilizzando l’ultimo strumento rimasto, Facebook, la Scuola ha deciso di iniziare la rubrica “Suggerimenti all’ascolto” condividendo un video musicale al giorno per tenere compagnia agli allievi aspettando la riapertura.
Il passo successivo nell’evoluzione delle Scuole di Nuoro è stato quello di chiedere agli allievi disponibili alla DAD (didattica a distanza) che tipo di strumenti tecnologici avrebbero utilizzato per le lezioni e la relativa connessione, per anticipare gli eventuali fisiologici problemi (interruzione della linea, mancata sincronizzazione tra video e audio, latenza e saturazione dell’audio). 

      La risposta degli allievi

“La risposta è stata molto buona, raggiungendo tra l’80% e l’85% di partecipazione” ci conferma Franca, “di cui il 70% utilizza Cisco Webex Teams, la piattaforma che ci avete consigliato”. Complice anche la formazione che abbiamo offerto sull’utilizzo della piattaforma prima di partire, dal 25 marzo Franca ha costruito lo scheletro della nuova Scuola online, che si è rapidamente popolata di insegnanti e studenti, permettendo così la continuità didattica. 

Come si costruisce virtualmente una scuola? Una scuola nel mondo reale è composta da classi, quindi stanze; anche Cisco Team funziona a stanze, ovvero Spazi, dentro i quali allievi e docenti si incontrano, possono comunicare e condividere materiali (spartiti, video e audio), oltre che videochiamarsi. Tutti gli Spazi possono essere raggruppati sotto un Team, ovvero un gruppo di docenti che si occuperà anche del corretto utilizzo della piattaforma.
Infine, anche la Sala insegnanti può diventare una stanza virtuale, dedicata ai docenti, nella quale si confronteranno e prenderanno decisioni.

      In futuro, didattica a distanza sì o no?

La speranza che abbiamo, comunque, è quella di poter rientrare in aula, anche solo per le lezioni individuali ai primi di giugno” ci confessa, “cercando di recuperare in primis quel 20% di lezioni che non si sono potute svolgere e che non possono assolutamente andare perse”. Condividendo il pensiero del suo direttore, Carlo Sezzi, specifica che, almeno per Mea, questa si tratta di una parentesi straordinaria, perché la musica ha bisogno di vicinanza e complicità.