Il dettato musicale: la musica come palestra per la mente

Il dettato musicale: la musica come palestra per la mente

La musica è ovunque, ma sempre più spesso rischia di essere solo una colonna sonora, il sottofondo alla vita che scorre.

Per recuperare l’essenza delle note musicali e la capacità d’ascolto, Irina Alexandrovna Ovtchinnikova da anni lavora con gli studenti della sua scuola con il dettato musicale.

Irina, di origine russa, diplomata in pianoforte con il massimo dei voti presso l’Istituto musicale di Uzno-Sachalinsk,  si è formata sotto la guida dei professori discendenti dalla prestigiosa Scuola Pianistica di San Pietroburgo.

Ha portato in Italia il Metodo russo per il pianoforte, che permette di sviluppare notevolmente l’orecchio musicale e che forma la base essenziale  non solo per la tecnica pianistica, ma anche per tutti gli altri strumenti musicali.

Irina utilizza il dettato musicale con i suoi ragazzi nella sua scuola Magister Musicae: in questo modo gli allievi si abituano a porre orecchio alle diverse sfaccettature di una melodia. Grazie alla scrittura, più parti del nostro sistema celebrale si mettono in moto, sviluppando le capacità equivalenti a quelle che si sviluppano con la scrittura della lingua parlata.

Gli alunni riscoprono sfumature ed aspetti che altrimenti sarebbe difficilmente percepibili: individuano il tempo ed il ritmo, dividono in battute, aggiungono  note nascoste, trovano la tonalità, scovano persino gli errori nelle melodie.

L’orecchio tende ad ogni sfumatura musicale, la assorbe, la fa propria e di conseguenza la fa sua, in una parola impara.

Di solito il dettato musicale si basa su esercizi appositamente preparati a volte noiosi. Irina ha deciso di lavorare sulle opere dei grandi compositori.

“I dettati musicali esistenti sono basati su composizioni appositamente fatte per la raccolta” ci spiega Irina “e hanno poca valenza artistica. Oggigiorno questi modelli creano non poca noia negli alunni, invece io ho proposto i temi dai maggiori capolavori musicali di vari stili ed epoche.”

Così i giovani musicisti riscoprono la bellezza per la musica classica, conoscono il modus operandi dei grandi compositori, apprendono nozioni attraverso esercizi-gioco, particolarmente adatti all’infanzia. Inoltre, non meno importante, attraverso la musica crescono e sviluppano abilità che agevolano l’apprendimento ed acquisiscono una disciplina mentale che può essere utile in ogni campo non solo musicale.